Ho acceso il PC, ho aperto la mia to-do list, ho fissato il monitor per un po’ e poi sono andata in cucina a prepararmi una fetta croccante di segale con burro e marmellata di mirtilli.
Quattro volte.
Ne ho mangiate quattro.
Quindi ho guardato l’app che monitora il mio ciclo mestruale e ho capito. Si chiama ciclo, infatti, non linea retta, e ogni fase ha le sue peculiarità.
Che bello conoscere il proprio ciclo mestruale! Il primo libro che mi ha mostrato quella che mi è sempre sembrata una condanna – per i dolori atroci che ho sempre avuto – è Luna Rossa di Miranda Gray.
Secondo la sua visione, in questo momento sono nella fase dell’incantatrice.
L’energia non è più proiettata all’esterno per nutrire gli altri ma si orienta verso l’interno. Emerge la mia verità interiore, sento il bisogno di tagliare i rami secchi ovvero tutte quelle relazioni che non mi arricchiscono ma anzi, sono manipolatorie e depauperanti.
Il mio sentire è più potente, come se avessi alzato l’antenna.
È importante per me rispettare i miei ritmi.
Sono lenta in alcune cose e veloce in altre.
E va bene così.
Sento che sto preparando il terreno per nuovi germogli.
Sto proteggendo la mia essenza e ne sono consapevole.
Un trattamento reiki sul mio lettino, con i miei incensi preferiti e la mia copertina morbidosa, è una delle coccole che amo di più in questo periodo del ciclo.
Per anni ho vissuto il ciclo come qualcosa da sopportare.
Oggi provo ad ascoltarlo come si ascolta una stagione.
Non sempre ci riesco.
Ma ogni volta che rispetto il mio corpo, sento che sto facendo qualcosa di buono.