Categoria: Corpo ed Emozioni

  • Ho scelto me

    Ho scelto me

    La traccia è: racconta di un momento in cui hai scelto te stessa anche quando era difficile farlo.

    Leggendo questa traccia mi vengono a mente diversi episodi della mia vita che è stata tutta un morire e rinascere.

    Ho scelto me stessa quando ho deciso di lasciare la mia famiglia per andare a vivere con il mio ragazzo di allora.

    Non avevo la convivenza come desiderio, volevo solo respirare autonomia e libertà, fuori dalla rigidità e dalle restrizioni familiari. Dalla padella alla brace.

    Ho scelto me stessa quando ho capito che gli obiettivi non erano condivisi e che lui contava i soldi mentre io contavo le farfalle. Nonostante avessi tutti contro, ho scelto me per non morire dentro.

    Ho scelto me quando mi sono licenziata dal fantastico, sicuro e meraviglioso posto fisso, che mi stava facendo impazzire per la noia e la ripetitività, oltre che, a mio avviso, per l’inutilità di ciò che facevo.

    La mia anima aveva già scelto per me la strada delle discipline energetiche e della cura.

    Ho scelto me quando ho deciso di restare su questo pianeta, anche se mi sentivo un pesce fuor d’acqua e tutto mi sembrava estraneo.

    Qui, però, ammetto che c’è stato lo zampino del mio compagno attuale, che mi ha mostrato una parte di mondo migliore che ancora non avevo visto.

    Ho scelto me quando ho iniziato a creare da zero la mia attività dopo tre anni di fermo per maternità, non senza enormi difficoltà.

    Ho scelto me ogni giorno in cui sono andata avanti con caparbietà nonostante tanti mi dicessero di mollare.

    Ho scelto me e scelgo me perché sono qui per portare un dono.

    Questo testo nasce da una traccia di scrittura condivisa da Eleonora – Amodotuo.ScritturaEsplorativasu Instagram

  • Il corpo parla sempre

    Il corpo parla sempre

    Piedi piatti, tonsilliti, eruzioni cutanee, afonia, noduli alle corde vocali, mestruazioni dolorose, cisti ai polsi, sciatalgia, ernia al disco, sono tutti ricordi del mio percorso di vita e credo di non averli neanche scritti tutti.

    Sono certa di essermi dimenticata qualcosa, ma non importa, perché il motivo per cui sto scrivendo non è stilare un elenco.

    Ho avuto la fortuna di pormi sempre molte domande e avere sempre tanti dubbi, perciò ho iniziato presto a interessarmi ai disturbi che avevo, a cercare delle risposte, a osservarmi e osservare il contesto in cui vivevo e crescevo.

    La tonsillite non arrivava a caso, la pelle non aveva sfoghi casuali, l’afonia non era sfortuna, ogni problema che si manifestava – allora lo chiamavo problema, oggi lo chiamo opportunità – aveva motivo di esserci.

    Perché viene la tonsillite? Eh, c’è un’infezione virale o batterica, ok, ma perché proprio a me, sempre nello stesso modo, sempre nello stesso periodo?

    Come le allergie, c’è chi ogni anno cerca soltanto di spegnere il sintomo senza chiedersi cosa il corpo stia cercando di comunicare.

    Oggi ho 49 anni, non soffro di dolori mestruali, non soffro di sciatalgia, non ho più l’ernia al disco e il mio medico dice che sono un’aliena.

    Invece sono solo una master reiki testarda che non ha mai abbandonato il suo percorso di ricerca e comprensione e ora accompagna altre persone a conoscersi per stare meglio.

  • La mia bimba era ancora un fagiolino

    La mia bimba era ancora un fagiolino

    Qualche giorno fa raccontavo ad un’amica come è nata Mamma Reiki e l’ho vista commuoversi.

    In effetti anche a me si riempiono gli occhi di lacrime quando mi penso nella mia depressione post parto.

    La solitudine che è stata amica preziosa in alcune fasi della mia vita era diventata un macigno troppo pesante dopo aver partorito.

    Tutto inizia così.

    A novembre 2020 mi trasferisco dal Veneto nell’appartamento del mio amore, a Lignano Sabbiadoro, in Friuli. È un residence estivo, perciò è frequentato solo nei mesi caldi.

    Non ho neanche il tempo di ambientarmi e di sistemare le mie cose che nel mese di aprile, scopro di essere incinta.

    La data presunta del parto è a metà dicembre.

    Le prime tre cose che faccio dopo aver visto il test positivo:

    1. Mando un vocale alla mia amica Erika per chiederle quale deve essere il mio primo passo. Rido come se fossi ubriaca. Lei ride con me condividendo la gioia, ma non mi risponde perché pensa che io stia scherzando.

    2. Compro un sacco di libri per la futura mamma e per il futuro babbo.

    3. Mi cerco un centro di yoga per la gravidanza perché la mia situazione fisica è particolarmente fragile – questo lo pensavo io – e mi voglio preparare a sostenere il peso del pancione e anche il momento del parto.

    4. Avevo detto tre cose, ma la quarta è carina.

    Dopo lo stravolgimento iniziale davanti al test positivo, il mio amore ed io andiamo a pescare. Io lancio, mi addormento e nel frattempo prendo un’orata. Da qui si evince che anche i proverbi possono sbagliare.

    La mia gravidanza è meravigliosa, le mie analisi sono da manuale, la mia età, 44 anni, non incide negativamente, anzi lascia molto stupore, ma io mi sento strana nei confronti di questa creatura sconosciuta che sta arredando la sua casa dentro la mia.

    Non mi ero mai immaginata mamma e sto vivendo tutto momento dopo momento.

    Mi chiedo quale anima avrà deciso di trascorrere la sua esperienza su questo pianeta insieme a me.

    Mi faccio tante domande e poi mi dico che la cosa più intelligente che posso fare per essere ospitale è migliorare tutti gli aspetti di me di cui non vado fiera.

    Inizia così la mia maternità.

    La mia bimba è ancora un fagiolino ma è già la mia maestra.

    E forse è proprio qui che inizia la storia di Mamma Reiki, solo che io ancora non lo so.

  • Il ciclo non è una linea retta

    Il ciclo non è una linea retta

    Ho acceso il PC, ho aperto la mia to-do list, ho fissato il monitor per un po’ e poi sono andata in cucina a prepararmi una fetta croccante di segale con burro e marmellata di mirtilli.

    Quattro volte.

    Ne ho mangiate quattro.

    Quindi ho guardato l’app che monitora il mio ciclo mestruale e ho capito. Si chiama ciclo, infatti, non linea retta, e ogni fase ha le sue peculiarità.

    Che bello conoscere il proprio ciclo mestruale! Il primo libro che mi ha mostrato quella che mi è sempre sembrata una condanna – per i dolori atroci che ho sempre avuto – è Luna Rossa di Miranda Gray.

    Secondo la sua visione, in questo momento sono nella fase dell’incantatrice.

    L’energia non è più proiettata all’esterno per nutrire gli altri ma si orienta verso l’interno. Emerge la mia verità interiore, sento il bisogno di tagliare i rami secchi ovvero tutte quelle relazioni che non mi arricchiscono ma anzi, sono manipolatorie e depauperanti.

    Il mio sentire è più potente, come se avessi alzato l’antenna.

    È importante per me rispettare i miei ritmi.

    Sono lenta in alcune cose e veloce in altre.

    E va bene così.

    Sento che sto preparando il terreno per nuovi germogli.

    Sto proteggendo la mia essenza e ne sono consapevole.

    Un trattamento reiki sul mio lettino, con i miei incensi preferiti e la mia copertina morbidosa, è una delle coccole che amo di più in questo periodo del ciclo.

    Per anni ho vissuto il ciclo come qualcosa da sopportare.

    Oggi provo ad ascoltarlo come si ascolta una stagione.

    Non sempre ci riesco.

    Ma ogni volta che rispetto il mio corpo, sento che sto facendo qualcosa di buono.