Categoria: Reiki

  • Ricordati chi sei

    Ricordati chi sei

    Mi presento, sono Michela e sono uno strumento divino. Vuol dire che suono la musica che sceglie qualcun altro. Sarebbe stato bello avere vita facile, ma invece no. Quello che oggi chiamo dono, l’ho sempre creduto una condanna.

    Io sento, sento quello che provi, sento se trattieni qualcosa, sento se hai paura, sento un sacco di cose e vedo. Io vedo. Vedo quello che ho davanti a me, ma vedo anche quello che non c’è, però c’era o ci sarà.

    Vedo le ferite antiche, i blocchi che si trascinano dal passato e quel bambino interiore che urla per essere visto, anche dietro la vita dell’adulto apparentemente più realizzato.

    Io vedo tanto e sento tantissimo, però sto zitta e chiudo gli occhi. Sono un essere umano, mi dico, e invece no, o meglio, sì e no.

    Sono un essere umano divino, come tutti, come tanti, solo che io lo so, so chi sono, so cosa posso fare, so come posso aiutare. Io posso aiutare tanto, tanti, in tante situazioni. Io posso aiutare a prevenire, posso aiutare a guarire, ma non dalle malattie, a guarire dal non ricordare chi sei.

    Perché ho visto che se non ricordi chi sei, ti puoi ammalare, il corpo te lo dice, ti indica una strada nuova, ma tu non la sai interpretare, e allora io sono l’interprete.

    Perché se non ricordi chi sei, continui a pensare di essere quella che i tuoi genitori hanno voluto che tu fossi, o la scuola, gli amici, i generici altri.

    Ma io ti vedo, vedo la tua essenza oltre i condizionamenti e se ti accompagno a ricordarla, tu puoi essere te, per davvero.

    Perché se non ricordi chi sei, vivi una vita di equivoci, paure e incertezze, ma se io ti guido a scoprire chi sei, allora la direzione si fa più chiara e le incertezze fanno meno paura.

    Perché se non ricordi chi sei, quando diventi genitore ti perdi nei trigger di un bambino che diventa uno specchio e state male in tre, tu, il tuo bambino e l’altro genitore. Ma se ti aiuto a fare chiarezza e a liberarti dal tuo passato, il presente lo vivi con più leggerezza.

    Ecco chi sono, un cartello stradale, ti indico dove sei, ti indico come arrivare a te, ti accompagno anche.

    E poi ti do una bussola, una cartina, che ti permette di non perderti più. Io sono Michela, ma principalmente io sono.

  • Ho scelto me

    Ho scelto me

    La traccia è: racconta di un momento in cui hai scelto te stessa anche quando era difficile farlo.

    Leggendo questa traccia mi vengono a mente diversi episodi della mia vita che è stata tutta un morire e rinascere.

    Ho scelto me stessa quando ho deciso di lasciare la mia famiglia per andare a vivere con il mio ragazzo di allora.

    Non avevo la convivenza come desiderio, volevo solo respirare autonomia e libertà, fuori dalla rigidità e dalle restrizioni familiari. Dalla padella alla brace.

    Ho scelto me stessa quando ho capito che gli obiettivi non erano condivisi e che lui contava i soldi mentre io contavo le farfalle. Nonostante avessi tutti contro, ho scelto me per non morire dentro.

    Ho scelto me quando mi sono licenziata dal fantastico, sicuro e meraviglioso posto fisso, che mi stava facendo impazzire per la noia e la ripetitività, oltre che, a mio avviso, per l’inutilità di ciò che facevo.

    La mia anima aveva già scelto per me la strada delle discipline energetiche e della cura.

    Ho scelto me quando ho deciso di restare su questo pianeta, anche se mi sentivo un pesce fuor d’acqua e tutto mi sembrava estraneo.

    Qui, però, ammetto che c’è stato lo zampino del mio compagno attuale, che mi ha mostrato una parte di mondo migliore che ancora non avevo visto.

    Ho scelto me quando ho iniziato a creare da zero la mia attività dopo tre anni di fermo per maternità, non senza enormi difficoltà.

    Ho scelto me ogni giorno in cui sono andata avanti con caparbietà nonostante tanti mi dicessero di mollare.

    Ho scelto me e scelgo me perché sono qui per portare un dono.

    Questo testo nasce da una traccia di scrittura condivisa da Eleonora – Amodotuo.ScritturaEsplorativasu Instagram

  • Reiki a distanza: quando l’energia inizia a fluire

    Reiki a distanza: quando l’energia inizia a fluire

    Wow, ho appena messo giù il telefono e mi sento piena di energia, ma soprattutto di gioia.

    Il trattamento reiki a distanza per me è ancora più potente di quello in presenza, forse perché c’è una componente di incredulità da parte di chi lo riceve che lo fa sembrare surreale.

    Ma come dico sempre, l’energia non ha limiti e non ha confini, a differenza della nostra mente.

    Ci sono persone che prenotano una sessione a distanza perché vogliono risolvere alcune problematiche fisiche o emotive, ma poi, durante il trattamento, mi arriva la chiusura.

    In pratica è come se mettessero uno schermo per nascondere la loro energia, come se avessero paura di un cambiamento repentino.

    Io continuo serenamente il trattamento per tutto il tempo necessario, perché so che l’energia, che è più intelligente di me, si muove con discrezione e gradualmente.

    Oggi è accaduto proprio questo.

    Una persona ha scelto una sessione a distanza perché è lontana. Abbiamo parlato al telefono di quali sono i suoi problemi, di cosa vorrebbe fare, di come procedere.

    Era entusiasta di cominciare, non vedeva l’ora. Poi però, all’inizio del trattamento, ho sentito la sua resistenza.

    Questo accade quasi a tutti, perché non siamo abituati a mollare il controllo e a lasciarsi andare.

    La bellezza e potenza del reiki è che, superato questo primo momento, l’energia ha iniziato a fluire e chi stava ricevendo l’ha sentita e si è addormentato.

    Ho inviato reiki per 45 minuti, quindi ho aspettato il suo messaggio su whatsapp.

    Quello che è accaduto è meraviglioso.

    A me sono arrivate intuizioni preziose che ho condiviso.

    Alla persona ricevente sono emersi ricordi ed emozioni che avevano bisogno di essere ascoltati.

    Quanta ricchezza in questo scambio. Ci sono anime che hanno bisogno di poco per tornare a splendere.

    Mi sento profondamente grata per ciò che ricevo in questi incontri e per la possibilità di accompagnare le persone nei loro momenti unici di trasformazione.

  • La mia bimba era ancora un fagiolino

    La mia bimba era ancora un fagiolino

    Qualche giorno fa raccontavo ad un’amica come è nata Mamma Reiki e l’ho vista commuoversi.

    In effetti anche a me si riempiono gli occhi di lacrime quando mi penso nella mia depressione post parto.

    La solitudine che è stata amica preziosa in alcune fasi della mia vita era diventata un macigno troppo pesante dopo aver partorito.

    Tutto inizia così.

    A novembre 2020 mi trasferisco dal Veneto nell’appartamento del mio amore, a Lignano Sabbiadoro, in Friuli. È un residence estivo, perciò è frequentato solo nei mesi caldi.

    Non ho neanche il tempo di ambientarmi e di sistemare le mie cose che nel mese di aprile, scopro di essere incinta.

    La data presunta del parto è a metà dicembre.

    Le prime tre cose che faccio dopo aver visto il test positivo:

    1. Mando un vocale alla mia amica Erika per chiederle quale deve essere il mio primo passo. Rido come se fossi ubriaca. Lei ride con me condividendo la gioia, ma non mi risponde perché pensa che io stia scherzando.

    2. Compro un sacco di libri per la futura mamma e per il futuro babbo.

    3. Mi cerco un centro di yoga per la gravidanza perché la mia situazione fisica è particolarmente fragile – questo lo pensavo io – e mi voglio preparare a sostenere il peso del pancione e anche il momento del parto.

    4. Avevo detto tre cose, ma la quarta è carina.

    Dopo lo stravolgimento iniziale davanti al test positivo, il mio amore ed io andiamo a pescare. Io lancio, mi addormento e nel frattempo prendo un’orata. Da qui si evince che anche i proverbi possono sbagliare.

    La mia gravidanza è meravigliosa, le mie analisi sono da manuale, la mia età, 44 anni, non incide negativamente, anzi lascia molto stupore, ma io mi sento strana nei confronti di questa creatura sconosciuta che sta arredando la sua casa dentro la mia.

    Non mi ero mai immaginata mamma e sto vivendo tutto momento dopo momento.

    Mi chiedo quale anima avrà deciso di trascorrere la sua esperienza su questo pianeta insieme a me.

    Mi faccio tante domande e poi mi dico che la cosa più intelligente che posso fare per essere ospitale è migliorare tutti gli aspetti di me di cui non vado fiera.

    Inizia così la mia maternità.

    La mia bimba è ancora un fagiolino ma è già la mia maestra.

    E forse è proprio qui che inizia la storia di Mamma Reiki, solo che io ancora non lo so.