Categoria: Maternità

  • Sono diventata mamma e ho dimenticato di essere Master Reiki

    Sono diventata mamma e ho dimenticato di essere Master Reiki

    È lunedì, prima settimana a casa. Inizia il mio percorso di pianti, solitudine e conflitti interiori.

    L’allattamento va benissimo ed è un momento indescrivibile e meraviglioso, ma non è UN momento, è praticamente ogni momento della giornata e della notte.

    La mia piccola non dorme mai. Si addormenta quando per me è impossibile chiudere gli occhi, tipo in giro con il passeggino.

    Inizio a sentire la mancanza di un sonno ristoratore.

    La piccola ha bisogno di tanto contatto, perciò acquisto la fascia migliore che abbia mai provato, la fascia Porto, e inizio a fare mamma canguro.

    Sono felice, piano piano io e la bimba troviamo il nostro equilibrio, ma io non trovo il tempo e il modo per riposare.

    Il mio compagno la mattina prima di uscire entra in camera a salutarmi e sbaglia, perché se per caso sono riuscita ad addormentarmi e mi sveglia, non recupero quell’attimo.

    Continua a salutarmi senza rendersi conto di quanto quel suo gesto d’amore e gentilezza sia deleterio per me.

    Finalmente una mattina, presa dallo sconforto, glielo dico in malo modo, e smette.

    Ho il congelatore pieno di vaschette che ho preparato durante la gravidanza, ma non sempre ho il tempo di scongelarmi qualcosa. Per fortuna ho anche lattine di sgombro e legumi già cotti. La spesa la fa il mio compagno, perché ancora non guido e non ho negozi accanto a casa.

    Quando lui rientra dal lavoro mi piacerebbe riuscire a dormire, ma continua a farmi domande. “Vuoi la pasta? Quale formato preferisci? Quale pentola uso? Quale sugo vuoi?” Lo tratto male, non riesco a farne a meno. Sono nevrotica, sento che le notti in bianco iniziano a trasformarmi. Ho urgenza di riposare e lui non lo comprende.

    Entro nel ciclo dei pianti, per i più svariati motivi.

    Piango per sfogarmi.

    Piango perché accuso moltissimo la solitudine.

    Piango perché sono molto stanca, ho bisogno di dormire e non lo posso fare neanche quando c’è lui.

    Piango perché mi sento stupida a piangere. So che non risolvo nulla, ma le lacrime scendono in autonomia.

    Piango perché ho paura che la mia piccola senta tutta la mia frustrazione.

    Sono diventata mamma e ho dimenticato di essere master reiki, ma il reiki è la mia unica fonte di sostegno e per fortuna c’è.

  • La mia bimba era ancora un fagiolino

    La mia bimba era ancora un fagiolino

    Qualche giorno fa raccontavo ad un’amica come è nata Mamma Reiki e l’ho vista commuoversi.

    In effetti anche a me si riempiono gli occhi di lacrime quando mi penso nella mia depressione post parto.

    La solitudine che è stata amica preziosa in alcune fasi della mia vita era diventata un macigno troppo pesante dopo aver partorito.

    Tutto inizia così.

    A novembre 2020 mi trasferisco dal Veneto nell’appartamento del mio amore, a Lignano Sabbiadoro, in Friuli. È un residence estivo, perciò è frequentato solo nei mesi caldi.

    Non ho neanche il tempo di ambientarmi e di sistemare le mie cose che nel mese di aprile, scopro di essere incinta.

    La data presunta del parto è a metà dicembre.

    Le prime tre cose che faccio dopo aver visto il test positivo:

    1. Mando un vocale alla mia amica Erika per chiederle quale deve essere il mio primo passo. Rido come se fossi ubriaca. Lei ride con me condividendo la gioia, ma non mi risponde perché pensa che io stia scherzando.

    2. Compro un sacco di libri per la futura mamma e per il futuro babbo.

    3. Mi cerco un centro di yoga per la gravidanza perché la mia situazione fisica è particolarmente fragile – questo lo pensavo io – e mi voglio preparare a sostenere il peso del pancione e anche il momento del parto.

    4. Avevo detto tre cose, ma la quarta è carina.

    Dopo lo stravolgimento iniziale davanti al test positivo, il mio amore ed io andiamo a pescare. Io lancio, mi addormento e nel frattempo prendo un’orata. Da qui si evince che anche i proverbi possono sbagliare.

    La mia gravidanza è meravigliosa, le mie analisi sono da manuale, la mia età, 44 anni, non incide negativamente, anzi lascia molto stupore, ma io mi sento strana nei confronti di questa creatura sconosciuta che sta arredando la sua casa dentro la mia.

    Non mi ero mai immaginata mamma e sto vivendo tutto momento dopo momento.

    Mi chiedo quale anima avrà deciso di trascorrere la sua esperienza su questo pianeta insieme a me.

    Mi faccio tante domande e poi mi dico che la cosa più intelligente che posso fare per essere ospitale è migliorare tutti gli aspetti di me di cui non vado fiera.

    Inizia così la mia maternità.

    La mia bimba è ancora un fagiolino ma è già la mia maestra.

    E forse è proprio qui che inizia la storia di Mamma Reiki, solo che io ancora non lo so.