Hai le mani? Hai tutto quello che serve

Reiki non ha limiti e non ha confini.

L’ego invece ne ha tanti e tanti se li inventa.

Ricordo chiaramente le parole della mia maestra Reiki quando, dopo l’iniziazione al primo livello, nel lontano 2006, alla mia domanda: “E ora come faccio a fare reiki se non ho una stanza né un lettino?” mi rispose: «Hai le mani? Hai tutto quello che serve. L’importante è che ti togli di mezzo e ti affidi all’energia.”

Quanta saggezza in questa risposta. Sono passati vent’anni e mi sembra ieri.

Mi creavo problemi su tutto. “E se non ricordo le posizioni? E se metto le mani nel posto sbagliato? E se la persona non sente niente? E se sbaglio?”. E questo è proprio il gioco della mente.

Il trucco, appunto, è avere fiducia nell’energia, che è più intelligente del piccolo ego. Quella con la mente è stata una lotta continua che ho imparato a gestire strada facendo, anzi, trattamenti facendo. Ieri però è arrivata una novità che mi ha scombussolato ed è il motivo per cui sto scrivendo.

A causa di alcune esperienze vissute, a un certo punto del mio percorso professionale, ho deciso di non fare più reiki a domicilio ma solo nel mio studio oppure a distanza.

Se mi trovo ospite nello studio di altri, faccio comunque una bella pulizia energetica dell’ambiente.

Con Sara, ieri, ho vissuto una sensazione nuova. Il suo è lo studio di un’artista, ricco di disegni, simboli, oggetti sacri e non, strumenti per dipingere, creazioni con le piante, candele, campane tibetane, insomma, ogni frammento, in quella stanza, racconta di lei e della sua accesa creatività.

Ci stavo bene come ospite ma quando ho proposto di farle un trattamento lì, anziché andare nel mio studio, mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, fuori dal mio ambiente, nonostante ci fosse una meravigliosa e armoniosa energia d’amore e avessi proposto io stessa di restare lì.

Ho iniziato a provare fastidio per tutto ciò che vedevo intorno a me, come se niente fosse al posto giusto. Nella mia testa stavo paragonando la sua stanza alla mia.

Quando me ne sono accorta, e per fortuna sono movimenti mentali di cui prendo coscienza molto velocemente, le ho raccontato quello che stavo vivendo.

Quel momento è stato grandioso.

Nel portare alla luce il mio turbamento mi sono accorta dell’inghippo mentale in cui ero finita e ho detto: “L’energia non ha confini, ho le mie mani, ho fiducia, ho tutto ciò che serve!”

Ed è stato un trattamento meraviglioso per entrambe.